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Un solo corpo in uno spazio vuoto si muove, come qualcosa di fragile che  sta per saltare.
Voce, corpo e suono si inseguono con degli arresti complici e indisciplinati.
Una fuga composta da picchi brevi ed improvvisi, errori non prevedibili come in un involontario sbaglio di programmazione o comportamento originariamente non voluto.
Gli errori di visualizzazione grafica e lo sfasamento degli eventi audio sono irregolarità che nei  loro punti di contatto scandiscono gli accenti di un canto dimenticato, un commiato del corpo in continua sottrazione ed espansione.

Gli elementi materiali e la luce  costituiranno il più importante apparato per il lavoro di messa in scena che permetterà allo spettatore di entrare in contatto con un’esperienza mutevole.
La luce, utilizzata per dissolvere spazio e tempo, consentirà uno spostamento prospettico, una scomposizione del piano della visione.

 

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