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La scelta del testo di Marlowe ci apre la strada alla possibilità di analizzare l’UOMO nella sua più grande contraddizione, ci troviamo di fronte ad una personalità ambigua, “… enigmatica, senza consistenza né ambito che gli sia proprio, senza appiglio fisso, senza essenza definita, oscillante tra l’eguale a Dio e l’eguale a nulla.”
Faust e la sua tragedia rappresentano per noi il tema centrale che ci siamo proposti di affrontare nella visione di un teatro apocalittico che racchiude in sé, ciò che sta alla base della nostra esistenza… la morte.
Faust vuole condurre fino in fondo l’inchiesta su ciò che è.
Con voracità tenta di elevarsi alla conoscenza assoluta, divina, il suo terreno di indagine è se stesso, il suo microcosmo, ma è in questo tentativo che si scinde totalmente in due CORPO e MENTE.
Facendo prevaricare l’intelletto sulla carne crea la rottura di un equilibrio universale che lo condurrà inevitabilmente alla morte.
Il percorso che tracciamo si muove tra gli opposti, tra la dualità del personaggio stesso nella sua conflittualità.
Faust è posto al centro, nel suo mondo ed è qui che ci rivela la sua pluralità. Veloci sono i passaggi tra il sacro e il profano, tra il bene e il male tra il visionario e il reale.
Faust ci trasporta totalmente nel suo mondo, nel mondo di ogni uomo, ci trasporta nella sua mente nei suoi deliri, nelle sue ossessioni, nella sua fine ed in quella di tutti gli uomini. 

 

 

 

 

 

 

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